Ciao.
Sono mamma di una bellissima principessa e, dato che stiamo iniziando lo splendido percorso dell'autosvezzamento, ho deciso di aprire questo blog per poter condividere con altre mamme la mia esperienza e per poterla confrontare con le vostre.

Già durante la gravidanza ero molto incuriosita da questo concetto che sembra nuovo, ma in realtà non è altro che un tornare alle origini. Mi sono documentata navigando in rete, ma la folgorazione definitiva l'ho avuta leggendo il libro di Lucio Piermarini "Io mi svezzo da solo". Ogni mamma dovrebbe leggerlo prima di iniziare lo svezzamento perchè in modo scorrevole e leggero viene descritta l'alimentazione complementare a richiesta. ( autosvezzamento è il termine impreciso ma più comprensibile e immediato per indicare questo tipo di alimentazione ). Non ci sono paroloni e ricerche scientifiche, ma solo fatti ed esperienze che permettono al lettore di abbattere tutti i preconcetti inflitti dalla nostra società in campo di svezzamento.
In parole semplici di che cosa si tratta? Si tratta di mettere il bimbo a tavola con i propri genitori attendendo il suo input ed assecondandolo facendogli assaggiare esattamente ciò che c'è nei piatti di mamma e papà ( presupponendo una cucina sana e di adattare il cibo alle sue esigenze ), accettando anche il suo rifiuto. E' così che si eliminano tutti i problemi dati invece dallo svezzamento tradizionale, ore ed ore per cercare di convincere il proprio bambino a mangiare l'odiosa pappina che abbiamo impiegato un secolo a preparare tra brodini, patatine, carotine ecc. Con l'autosvezzamento i pasti saranno bellissimi momenti di condivisione per tutta la famiglia senza pensieri e preoccupazioni.

Come dice Piermarini, i nostri bimbi, sono perfettamente in grado di svezzarsi da soli, autoregolandosi esattamente come fanno con l'allattamento. Di solito è verso i 5 mesi e mezzo - 6 mesi che il bimbo può iniziare a mangiare liberamente, ma secondo me, più che i mesi è necessario saper interpretare alcuni chiarissimi segnali come la perdita del riflesso di estrusione, ovvero quello che gli fa tirare fuori la lingua se si stimolano le labbra e che permette ai neonati di poppare, e la capacità di stare seduto in maniera autonoma. Alcuni bimbi sono più precoci, altri lo sono meno. Non è quello il problema. L'importante è partire quando i bambini sono pronti. E' inutile ricordarvi l'importanza del latte materno la cui assunzione va prolungata quanto più è possibile. Infatti, i bimbi auto svezzati non smetteranno di prendere il latte ma "integreranno" la loro alimentazione lattea con cibi solidi ( e per solido si intende qualsiasi alimento a parte il latte, anche il brodo..... ) per soddisfare al meglio le nuove esigenze nutrizionali dettate dal loro sviluppo.
L'input del bambino parte sicuramente dal desiderio di emulazione del genitore ed è proprio su questo che si fonda l'autosvezzamento. Il bambino imparerà a mangiare guardando i genitori e per questo motivo è indispensabile che siano loro i primi a mangiare sano. All'inizio si tratterà solo di curiosi assaggi ( finirà il pasto con il latte ), poi quando si sarà abituato, sarà possibile programmare un pasto completo.
Perchè ho scelto di autosvezzare mia figlia? Perchè sono fortemente convinta dei principi affermati da Piermarini su questo tema ( basta qualche riflessione per smontare tutti i cardini dello svezzamento tradizionale ), perchè penso che in questo modo ne gioveremo tutti migliorando molto la nostra alimentazione e perchè sin da piccola la mia bimba ha sempre gradito molto stare a tavola con noi durante i nostri pasti. E' da molto tempo che si siede nel seggiolone reclinato per adattarlo alla sua schiena e ci osserva mangiare. Con il passare del tempo è aumentata la curiosità e adesso è addirittura incontenibile. Siamo giunti quindi ad una decisione: domani si comincia. In bocca al lupo a noi!!!
Ultima cosa: ci tengo a dire che non c'è un modo giusto e un modo sbagliato di svezzare i propri bambini. Dobbiamo seguire loro, magari alcuni bambini saranno più propensi all'autosvezzamento e invece altri si troveranno meglio con le pappine. Date retta ai vostri bimbi, LORO SANNO TUTTO.
Visto che non so se sono riuscita a spiegare bene che cos'è l'alimentazione complementare a richiesta, vi lascio l'articolo di Piermarini e vi invito a leggere il suo libro, sia se volete autosvezzare i vostri bimbi sia se volete seguire lo svezzamento tradizionale. Conoscere diversi punti di vista è sempre una buona cosa.
A domani.

I bambini sono sempre stati in grado di
svezzarsi da soli. La convinzione che
l’integrazione della dieta di solo latte con
altri alimenti debba essere decisa da
esperti e non dalla mamma è relativamente recente. Risale più o meno agli
anni Sessanta quando, senza nessuna
prova, il latte materno fu condannato dai
pediatri ad essere sospeso a due-tre mesi
di vita perché non sarebbe più in grado,
a quella età, di garantire una crescita adeguata. Non era e non è vero.
La ricerca scientifica ha, infatti, fatto
giustizia, dimostrando non solo l’inutilità
ma anche la pericolosità, per un organismo ancora immaturo, della somministrazione di alimenti così diversi dall’unico ideale: il latte materno e, in sua
assenza, dal latte artificiale adattato. Le
più importanti organizzazioni mondiali
che tutelano la nostra salute, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’UNICEF, considerano il latte umano l’alimento ideale per i bambini fino a sei
mesi di vita senza alcuna integrazione.
Dopo i 6 mesi…
Solo dopo i 6 mesi è saggio iniziare, in
tutta sicurezza, una diversificazione dell’alimentazione dei bambini. Solo dopo
quell’età, il loro apparato digestivo matura pressoché completamente e un certo
numero di essi, se continuasse ad assumere solo latte materno, potrebbe manifestare successivamente una carenza di
qualche sostanza nutritiva: più comunemente il ferro.
Per di più si è visto che proprio intorno ai
sei mesi di vita i bambini, anche se senza
denti, rapidamente imparano a muovere
lingua, mandibola e guance come per
masticare e deglutire cibi solidi, minimizzando il rischio di soffocamento.
Questo ritorno dello svezzamento a una
età più matura ci ha permesso di riscoprire nei bambini ancora allattati, in
prossimità dei sei mesi di vita, tutta una
serie di comportamenti in precedenza
male interpretati.
In questa età i bambini mostrano di solito una certa eccitazione quando si trovano ad assistere al pasto dei genitori: sgranano gli occhi, allungano le mani e,
potendolo fare, arraffano il cibo portandoselo alla bocca; e di solito mostrando
di volerci riprovare quale che sia il sapore gustato. In passato si diceva che i bambini preferivano i cibi saporiti dei genitori alle loro scialbe pappette, iniziate già
da parecchio tempo.
Ma in un bambino per cui mangiare vuol
dire solo succhiare senza esperienza di
altri cibi una simile spiegazione regge
poco. E se invece lo facesse semplicemente perché l’istinto di conservazione
gli suggerisce di imitare i suoi genitori
qualunque cosa facciano e, solo dopo
aver assaggiato quello che ha portato alla
bocca, comprendesse che si tratta di
qualcosa di assimilabile a cibo? Dunque,
quello che prima si faceva solo per esperienza e tradizione, ora possiamo farlo
con la sicurezza che ci deriva dalle nostre
conoscenze.
…accontentiamolo
Dunque, arrivati a sei mesi di vita, giorno più giorno meno, come limite minimo, quando il bambino comincerà a
mandare i suoi segnali di interesse per
ciò che state mangiando, non dovrete far
altro che accontentarlo. Potete farlo in
occasione di qualsiasi pasto. Dando per
scontato che la vostra dieta sia corretta
sotto tutti i punti di vista (e se non lo è,
Per corrispondenza:
Lucio Piermarini
e-mail: tinap@tin.it
sarà l’unica cosa che dovrete farvi insegnare dal vostro pediatra!); dovrete tener
conto soltanto del fatto che il vostro
bambino non ha i denti, e dovrete frantumare voi i bocconi, così come dovremmo
far noi adulti masticando. Basteranno
pezzettini per la pasta e il pane, una triturazione più fine per la carne (va bene
anche un piccolo tritatutto) e ancora di
più per verdure e frutta, data la loro indigeribilità per i non erbivori, come noi
siamo. Un cibo che non fa male a voi,
non farà male neanche a lui.
E gli “alimenti speciali”?
I costosi alimenti cosiddetti “speciali
per bambini” sono fatti con le stesse
materie prime dei vostri, solo che sono
preparati dall’industria. Ricordate sempre che furono inventati per svezzare i
lattanti immaturi di due-tre mesi; il
vostro bambino di sei-sette mesi non ne
ha più bisogno.
Spizzicando ai vostri pasti, il suo appetito per il latte diminuirà progressivamente. Ogni giorno il numero degli assaggi
aumenterà, tanto da trasformarsi in vero
pasto, con il mirabile risultato che un bel
giorno scoprirete che il vostro bambino
mangia normalmente con voi, ai vostri
orari, i vostri stessi piatti, sempre con
appetito (il suo) e senza lasciare nulla
perché è lui che chiede e voi che concedete, e non il contrario.
Imparate a mangiar bene, fidatevi di lui e
vivrete felici. Risparmiando.
Lucio Piermarini
p.s. questo blog è soprattutto un punto di incontro e condivisione. La mia speranza è che leggere la mia esperienza possa essere utile a qualche mamma, che magari come me si ritrova ad aver letto tanto sull'argomento ma si chiede come sarà trasformare le parole in fatti. mandatemi i vostri commenti e le vostre esperienze.
Chiara